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Bonazza(Cpi): Il Centro per la Pace o diventa di tutti oppure va chiuso subito

ANDREA BONAZZABOLZANO – “Dalla padella alla brace, dal compagno Comina alla Caritas di Gallo… Il Centro per la Pace di Bolzano o diventa trasversale oppure va chiuso subito!” sono le dure parole del consigliere comunale di CasaPound Italia Andrea Bonazza.
“Non possiamo continuare a erogare contributi per gli stipendi della sinistra! Si svegli anche l’Svp se ha veramente a cuore la propria Heimat – continua Bonazza – Oggi, in commissione cultura, la Caritas ci ha parlato solo e per l’ennesima volta di Mayr Nusser, Fascismo, Grande Guerra, Monumento alla Vittoria, 8settembre, leggi razziali etc, etc, etc… Ho ricordato quanto fatto in questi anni dal Centro per la Pace in cui non vi è stata una sola iniziativa sul comunismo, si intenda, non la fede politica dei componenti del Centro per la Pace, ma le stragi perpetrate in ogni dove dalle dittature comuniste. Mi hanno ricordato che il comunismo non c’entra con l’Alto Adige? Ho risposto ‘e per fortuna!’ Ma ricordo che c’entra comunque in quanto la città di Bolzano ha ospitato migliaia di esuli, nostri connazionali istriano-dalmati, che scappavano dalle uccisioni e dalle foibe, delle proprie terre occupate dai comunisti slavi di Tito”.
Secondo CasaPound il Centro della Pace “non deve assolutamente essere monopolio di una sola componente politica, in quanto la Pace, come la Cultura, è trasversale e deve appartenere ad ognuno di noi rispettandone le vedute e le sensibilità ideologiche e identitarie”.
“Se parliamo della guerra in Siria – prosegue il consigliere di Cpi – non possono essere invitati solo i rappresentanti curdi, che tra l’altro rappresentano una risicata minoranza della popolazione, ma dovrebbero essere invitate tutte le componenti per confrontarsi tra loro. Fatta ovviamente eccezione per i barbari dell’Isis. Così dev’essere anche il Centro per la Pace che, secondo noi, deve diventare un grande tavolo di lavoro cittadino a cui siedono tutte le associazioni e componenti politiche che intendono aderirvi per portare GRATUITAMENTE il proprio contributo”.
CasaPound ha preteso poi che il Centro per la Pace non percepisca più fondi pubblici per i “lauti stipendi dei suoi responsabili ma, come i tanto sbandierati M.L.King, Mahatma Gandhi e Madre Teresa, svolga il proprio lavoro per la pace nel mondo e per i diritti umani GRATUITAMENTE” conclude la nota.

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