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CasaPound: salviamo l’Hotel Post di Dobbiaco, patrimonio di tutti

HwuUKyAwldHtTcj-800x450-noPadBOLZANO – Nel più totale silenzio delle istituzioni comunali e provinciali, lo storico Hotel Post di Dobbiaco rischia di essere abbattuto e completamente snaturato per fare posto a una costruzione moderna e totalmente fuori contesto architettonico. Il progetto immobiliare prevede infatti la demolizione della struttura alberghiera situata in piazza Parrocchia, per essere ricostruita ex-novo.

L’Hotel Post fu costruito sui ruderi di un antico albergo austroungarico subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, è una struttura alberghiera di notevole pregio storico ed estetico, con una facciata dall’alto valore artistico perfettamente in sintonia con la piazza circostante.
“Questo storico hotel rappresenta un bene architettonico per l’intera comunità, non solo altoatesina ma nazionale e mitteleuropea. Non possono essere dei privati o un’amministrazione comunale incosciente a decidere sulle sorti del patrimonio collettivo – interviene in una nota il coordinatore regionale di CasaPound Andrea Bonazza – è uno scandalo che nessun rappresentante politico stia muovendo un dito per impedire questo ennesimo scempio nella nostra provincia”.
24131110_1739365049421316_2467002179521584347_n“Importanti personalità della storia come il compositore austroungarico Gustav Mahler o lo scrittore americano Ernst Hemingway, passando davanti all’Hotel Post, sono rimaste abbagliate dalla romantica estetica di Dobbiaco – continua Bonazza – Nel 1916, durante la Grande Guerra, Dobbiaco venne pesantemente bombardata dalla vicina linea italiana e con lei l’Hotel Post. Dobbiaco ne risentì come nessun altro paese della Val Pusteria, tanto che un soldato austriaco descriveva la zona come ‘enormi crateri uno dietro l’altro’. Successivamente, a guerra finita, dal 1919 in poi, Dobbiaco fu interamente ricostruita dal Regno d’Italia e anche l’Hotel Post tornò al suo splendore con una ricostruzione fedele alla struttura originale, anche se austroungarica. Oggi invece, nella ‘illuminata’ era moderna, un branco di ciechi affaristi talebani intendono distruggere la bellezza degli insiemi di questo affascinante paese, demolendo uno dei suoi edifici più belli, resistito a guerre e alluvioni. Sarà nostro dovere contattare subito gli organi competenti per impedire questa vergogna” conclude la nota.

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