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“L’identità Sacra”, Adriano Scianca ci parla del suo ultimo libro. Dèi, popoli e luoghi al tempo della Grande Sostituzione

LIBRO SCIANCABOLZANO – Come muore una civiltà? A domandarselo è il giornalista e scrittore italiano Adriano Scianca, già direttore del quotidiano “il Primato Nazionale”.

Lo ha fatto scrivendo il suo ultimo libro “L’identità Sacra. Dèi, popoli e luoghi al tempo della Grande Sostituzione” edito da “La testa di ferro”.

Scianca ha così cercato di rispondere a questa domanda in un momento storico, quello attuale, forte di una crisi identitaria senza precedenti.

“Una civiltà muore quando si rompe qualcosa nell’asse verticale che connette sacralmente una terra, un popolo e le sue divinità – spiega Scianca nella quarta di copertina – Oggi, il pericolo maggiore per la civiltà europea è rappresentato dalla Grande Sostituzione delle sue popolazioni, organizzata dalle élites economiche di destra congiuntamente con le caste culturali di sinistra. Si tratta dell’idea che le nostre terre possano essere ripopolate da masse allogene venute da chissà dove. È lo sganciamento definitivo di senso tra le comunità e i loro luoghi. La tesi di questo libro è che esista un qualcosa, che qui viene chiamato “Nesso di Civiltà”, grazie al quale ogni popolo è assegnato a un luogo e per il quale una forza spirituale tutela questo radicamento. Nesso di Civiltà contro Grande Sostituzione: è qui che si combatte la nostra battaglia per l’essenziale. Perché la rivolta contro l’invasione migratoria non è una questione che ha a che fare con l’ordine pubblico, con polemiche bigotte o col battibecco economicistico: è qualcosa per cui ne va dell’esistenza stessa dell’Europa e degli Europei.

Noi lo abbiamo incontrato, ecco cosa ha detto ai nostri microfoni.

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