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In Alto Adige fallisce un matrimonio su quattro

Divorzio-2BOLZANO – Un matrimonio su quattro, in Alto Adige, termina con una separazione o un divorzio, e sono circa 500 i minori che ogni anno vengono coinvolti in queste fasi di crisi della famiglia. Al tema, sempre più delicato per la nostra società, è dedicata una brochure dal titolo “Per rimanere una famiglia – Come affrontare positivamente crisi, separazione e divorzio“, presentata questa mattina (11 gennaio) a Palazzo Widmann dall’assessora provinciale Waltraud Deeg e dalla direttrice dell’Agenzia per la famiglia, Gudrun Schmid. “Il nostro obiettivo – ha sottolineato la Deeg – è quello di sostenere le famiglie e i genitori, offrendo accompagnamento, consulenza e formazione: da un lato per evitare che le crisi matrimoniali possano degenerare, e dall’altro facendo in modo che, nei casi in cui la rottura è inevitabile, questa possa essere la meno dolorosa possibile sia per la coppia che per i figli“.

L’impegno della Provincia, da questo punto di vista, si concretizza nel pacchetto di provvedimenti approvati lo scorso anno dalla Giunta, e che prevede sostegno psicologico, legale, organizzativo ma anche finanziario, come ad esempio lo stanziamento aggiuntivo di 300mila euro garantito per il 2017 ai consultori familiari. “In questo settore – ha proseguito l’assessora – è fondamentale operare preventivamente, e agire in maniera rapida e non burocratica”. “Una parte importante della brochure – ha aggiunto Gudrun Schmid – è dedicata alle conseguenze di separazione e divorzi dal punto di vista non solo legale, ma anche psicologico, con il contributo di esperti del settore che si rivolgono a coppie sposate e non”.

Oltre agli aspetti pratici legati alla suddivisione del patrimonio, l’attenzione si concentra soprattutto sull’affidamento della prole e sulle grandi sofferenze che i figli devono vivere sulla propria pelle in caso di separzioni o divorzi. A questo proposito, Rita Chiaramonte del Dipartimento istruzione e formazione italiana ha annunciato la nascita di un progetto che coinvolge proprio le scuole, “chiamate a dare il proprio contributo tramite la formazione degli insegnantiBambini e ragazzi – ha spiegato la Chiaramonte – reagiscono in maniera estremamente diversa in queste situazioni: c’è chi si tuffa nello studio e c’è invece chi sembra disinteressarsi della scuola. Compito dei docenti non è solo quello di avere maggiore comprensione per gli alunni, ma anche quello di rapportarsi in maniera neutrale con i genitori“.

La brochure “Per rimanere una famiglia” è stata realizzata dall’Agenzia per la famiglia in collaborazione con i Dipartimenti istruzione e formazione in lingua italiana, tedesca e ladina e con le Ripartizioni sanità e politiche sociali. Fondamentale, inoltre, il coinvolgimento di Tribunaleconsultori familiari, nonchè associazioni, gruppi e cooperative sociali come Young & Direct e la piattaforma delle famiglie monogenitoriali. La brochure sarà disponibile presso l’Agenzia per la famiglia, i consultori familiari e i distretti sociali, oltre che, nella sua versione online, sul portale web della famiglia all’indirizzo www.provincia.bz.it/famiglia.

Martina Capovin

m.capovin@ilgiornoaltoadige.it

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