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54 anni fa la “Notte dei Fuochi”. L’inizio degli anni di piombo in Alto Adige

12.06.1961 Uno dei tralicci dell’alta tensione abbattuti a Cardano
12.06.1961 Uno dei tralicci dell’alta tensione abbattuti a Cardano

BOLZANO – Era la notte tra l’11 ed il 12 giugno del 1961 quando un gruppo di militanti del BAS (Befreiungsausschuss Südtirol) si resero responsabili in Alto Adige di diversi attentati dinamitardi. La prima esplosione si registrò attorno l’una di notte nel pieno centro di Bolzano seguita nelle 2 ore successive da altre 46 esplosioni che abbatterono decine di tralicci dell’alta tensione. Ma tra gli obiettivi c’era anche la diga vicino Selva dei Molini dove all’epoca, controlli messi subito in atto dalle forze di polizia e armate, portarono all’individuazione di una carica inesplosa presso un cavalcavia ed una grossa mina posti vicino alla diga.

Attentato a ufficio postale di Postal nel meranese
Attentato a ufficio postale di Postal nel meranese

Ma quale fu il motivo che portò agli eventi di quella notte? Il motivo è del tutto politico: gli attentatori erano orientati verso la secessione della Provincia di Bolzano dall’Italia e non miravano ad un’autonomia che avrebbe comunque preservato il potere statale italiano sull’area. Inoltre l’opinione pubblica locale non era completamente a favore dell’uso della violenza, considerandola controproducente. I fatti di quella notte saranno però solo l’inizio di quelli che noi oggi definiamo “anni di piombo” in Alto Adige.

Militari pattugliano le montagne
Militari pattugliano le montagne

La reazione delle forze dell’ordine fu dura. Carabinieri e Polizia furono impegnati in costanti pattugliamenti, mentre l’Esercito veniva utilizzato per tentare di sigillare i passi montani attraverso i quali si infiltravano armi e terroristi. Successivamente, negli anni 1962-63, gli estremisti altoatesini compirono incursioni anche nel resto dell’Italia, con attentati a Corno, Domodossola, Rimini, Rovereto, Roma, Verona e altre località.  Il 3 settembre 1964 cadde in un’imboscata a Selva dei Molini un carabiniere, Vittorio Tiralongo. Sei giorni dopo un sottufficiale e quattro militi furono feriti gravemente sulla strada Rasun-Anterselva. Solo ventiquattr’ore più tardi la stessa sorte toccò a un altro milite. Il 26 agosto 1965 un nuovo attacco colpì la caserma dei Carabinieri a Sesto Pusteria. Non si trattò di un attacco in piena regola, ma di una scorribanda rapidissima: dalla finestra della cucina arrivò una gragnola di piombo. Il carabiniere Palmicri Ariu venne fulminato sulla porta della cucina ed il carabiniere Luigi De Gennaro spirò all’ospedale di San Candido. Due mitra avevano sparato 33 colpi a una distanza di 3 metri dalla fatale finestra.

Si pattugliano i punti sensibili come ferrovie e centrali elettriche
Si pattugliano i punti sensibili come ferrovie e centrali elettriche

La notte del 25 giugno 1967 saltò l’ennesimo traliccio, provocando la morte dell’alpino Armando Piva. Una squadra fu chiamata sul posto per la necessaria opera di bonifica della zona circostante. La squadra era composta dal capitano Francesco Gentile, dal sottotenente Mario Di Lecce e dai sergenti dei paracadutisti Olivo Dordi e Marcello Fagnani. Con il passare delle ore, ogni anfratto venne setacciato, ogni pendio controllato meticolosamente dai quattro uomini che si muovevano con perfetto coordinamento. Verso le due del pomeriggio l’ispezione sembrava conclusa. I quattro imboccarono la strada che conduceva al fondo ma un improvvisa esplosione maciullò tre uomini: soltanto il sergente Dordi si salvò per miracolo.

Nel video dell’Istituto Luce realizzato pochi giorni dopo la notte dei fuochi del 1961 ecco come i cronisti dell’Istituto Luce ricostruivano gli avvenimenti.

Seguì un breve periodo di pace, interrotto nel 1978 dall’inizio di una nuova serie di attentati questa volta sotto la sigla del gruppo “Ein Tirol”.

17.05.1988 Attentato palazzo residenziale via Genova 24
17.05.1988 Attentato palazzo residenziale via Genova 24

La maggior parte degli attentati avvenivano prima di importanti eventi politici, soprattutto prima delle elezioni. Una di tre bombe esplose il 13 giugno 1986 presso un magazzino di Gargazzone, in gestione ad un italiano. Dopo che l’estate fu passata, gli attacchi si spostarono verso Bolzano, dove il 5 settembre, nei pressi del tribunale esplosero tre etti di dinamite posti al di sotto di una Volvo con targa padovana. L’8 dicembre esplose invece un bus proveniente da Matera posto presso il monumento all’Alpino di Merano. La notte prima di capodanno, scoppiò la seconda bomba presso l’hotel Palace di Merano che in quei giorni ospitava l’allora ministro Andreotti e la sua famiglia. Intensificatisi a partire dal 1987, gli atti terroristici comportarono un significativo successo elettorale del Movimento Sociale Italiano, con un exploit a Bolzano nel 1988, e contribuirono a peggiorare sensibilmente i rapporti fra i due gruppi etnici italiano e tedesco. In tutto tra il 1986 e il 1988 sono stati messi a segno in Alto Adige quaranta attentati riconducibili ad “Ein Tirol”.

17.05.1988 Attentato piazza Mazzini davanti sede RAI
17.05.1988 Attentato piazza Mazzini davanti sede RAI

Furono fatti saltare auto e tralicci, binari della ferrovia, furono messe bombe in alberghi, case di ferrovieri e caserme dei Carabinieri. In particolare l’organizzazione colpì la sede RAI in Piazza Mazzini a Bolzano; la condotta forzata della centrale idroelettrica di Lana; l’istituto di credito del Banco di Roma; un edificio statale della compagnia telefonica SIP; l’UPIM di Bolzano e la centrale idroelettrica di Ponte Gardena; infine, nell’ottobre del 1988, la chiesa dei padri domenicani di Appiano.

17.05.1988 Attentato viale Triste vicino Camera del Lavoro
17.05.1988 Attentato viale Triste vicino Camera del Lavoro

 

Lorenzo Molinari

l.molinari@ilgiornoaltoadige.it

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