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Klotz: “Lascio per assistere mio marito ma continuerò la mia battaglia politica”

BOLZANO – Le ragioni che Conferenza stampa Eva Klotz a Bolzanohanno spinto Eva Klotz ad allontanarsi dalla vita politica sono di carattere privato. Questo, perlomeno, quanto emerso dalla conferenza stampa indetta dal movimento “Suedtiroler Freiheit” questa mattina in Consiglio Provinciale a Bolzano. La pasionaria sudtirolese ha infatti dichiarato di volersi dedicare all’assistenza del marito da tempo malato. Klotz ha annunciato tra le lacrime che non lascerà tuttavia completamente l’attività politica: “Lotterò per il diritto all’autodeterminazione dei sudtirolesi finché avrò forze”, ha spiegato. Classe ’51, Eva Klotz da sempre rappresenta l’icona dei movimenti che in terra altoatesina si battono per il diritto all’autodeterminazione dei sudtirolesi e per la riunificazione dell’Alto Adige con l’Austria. Ora, alla guida del movimento, succede Sven Knoll.

Eva Kotz nata nella frazione di Valtina in Val Passiria, è la prima dei sei figli avuti dal padre Georg Klotz, aderente all’organizzazione terroristica Befreiungsausschuss -Südtirol detto “Il Martellatore della Val Passiria” per la sua attività dinamitarda. Vive a Bolzano con il secondo marito Hans Bachmann. A 25 anni è entrata in politica, iniziando la propria carriera nell’ Heimatbund nel 1976, dichiarando: «La mia infanzia è stata segnata dalle vicende di mio padre».Tra il 1980 e il 1983 è stata consigliera comunale a Bolzano come indipendente. In seguito divenne consigliere provinciale , eletta con 3.500 preferenze. Nella prima seduta del consiglio, Eva Klotz si presenta vestita con un Dirndl, da cui deriva il suo soprannome “La Pasionaria”.Nel 1983, in disaccordo con la posizione della  Sudtiroler Volkspartei (favorevole ad un’autonomia sudtirolese all’interno dello Stato italiano), decise di uscire dal partito.

Nel 1989 fonda e diviene leader dell’ Union fur Südtirol, per la quale è stata consigliere provinciale.Attraverso questo nuovo partito, Eva Klotz inizia ad raccogliere molte simpatie tra gli schützen. Dopo il congresso del 5 maggio 2007 è uscita dal partito con parte del gruppo dirigente, per dissapori con Andreas Pöder.

L’11 maggio 2007, Eva Klotz  fonda  la  Süd-Tiroler Freiheit   dichiarando «Siamo un movimento di raccolta e non un nuovo partito».In questo nuovo movimento Klotz ha ideato di mettere ad ogni valico (su strada o sentiero di montagna) un cartello che recita: «Süd-Tirol ist nicht Italien! ovvero L’Alto Adige non è Italia». Tali pannelli, corredati da una breve spiegazione riguardo alle rivendicazioni di autonomia avanzate dal suo movimento, hanno suscitato molte polemiche e sono stati più volte bersaglio di atti vandalici e tentativi di rimozione.

E’ stata più volte accusata e une mese fa condannata ad una multa di 3000 euro per vilipendio alla bandiera italiana a causa di alcuni suoi manifesti provocatori; in particolare in uno dei questi si vedeva una scopa di saggina spazzare via il tricolore lasciando dietro di sé una scia bianco-rossa, ovvero i colori del Tirolo, con la scritta “Il Sudtirolo può rinunciare all’Italia”. Nel 2011 la Klotz assieme a Sven Knoll accusò l’Arma  dei Carabinieri di essere stati dei “torturatori” di sudtirolesi negli anni settanta  pubblicando un manifesto shock raffigurante un cappello dei Carabinieri grondante di sangue.

 

(foto ANSA)

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